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Mentre hai paura di morire

apr
11

Mentre hai paura di morire sei già morto, si perché ti rinchiudi in un luogo sicuro dove non puoi esprimerti, dove non c’è tanta luce, dove credi di evitare la morte.
Quindi non organizzi viaggi, soprattutto se devi prendere l’aereo, manca la motivazione a fare qualsiasi cosa e la determinazione davanti agli ostacoli, diventi una specie di bradipo e non cerchi emozioni troppo forti.
Indossi una corazza di ferro e cerchi protezione continua, in ogni situazione valuti sempre il livello di pericolo, in ogni luogo cerchi di capire quali sono i rischi.
Quindi tutto il tempo che perdi a pensare alla morte non vivi bene e sprechi tutte le occasioni che ti si presentano.
Essere vuol dire vivere, ma in questo modo diventa impossibile lasciarsi andare, cominciamo la vita con un desiderio grande di scoprire e di crescere e l’innocenza ci rende puri e veri.
Ma poi le paure ostacolano il recupero dell’innocenza e del proprio vero sé, e per combatterle dobbiamo ripercorrere il viaggio nella nostra infanzia e nella nostra adolescenza, con l’aiuto della psicoterapia.
Durante quel viaggio scopriamo tante cose, riviviamo situazioni particolari, durante le quali ci siamo bloccati o intimoriti, e per le quali abbiamo modificato il nostro vero sé.
A volte i traumi sono così radicati nel proprio io che fungono da diga per la propria espressione, è come se qualcuno ci blocchi sempre quando proviamo ad emergere.
Ovviamente questo crea un senso di inferiorità e di insicurezza, che ci fa vivere la vita in modo inadeguato, non abbiamo mai lo spazio giusto per esprimerci, non lo troviamo mai questo spazio perché ogni volta la paura lo rende stretto e impraticabile.
In quei momenti il cervello registra continui pericoli, che mettono all’erta in modo esagerato, e una volta registrati tutte le volte che ci ritroviamo in situazioni simili vengano attivati tutti i sistemi di allarme dell’organismo, e la reazione è proprio blocco totale.
Il risultato è angoscia, ansia generalizzata, senso di inferiorità, e questo porta ad una terribile conseguenza, paura di tutto e soprattutto paura di morire.
A questo punto devo dire che la paura di morire è una scusa alla mancata espressione del proprio sé, dato che ho paura della mia morte non riesco a fare niente.
Un circolo vizioso si instaura, e si perde completamente la capacità di tollerare le frustrazioni e di reagire ai pericoli, che vengono solo sempre evitati.
Quindi mentre hai paura di morire sei solo in balìa delle tue insicurezze, devi acquistare di nuovo fiducia in te e registrare nella tua testa che non è vero che tutto sia pericoloso e vivere la tua vita.
La difficoltà di esprimere se stessi e di autoaffermarsi alimenta l’idea di morire che è collegata alla nevrosi.
Questa non è più una paura, ma in questo caso diventa quasi un desiderio, sentirsi morire non sconvolge più di tanto.
Anche perché passare lunghi periodi sdraiati sul letto per parecchie ore, senza fare niente, senza interessi né desideri è uguale a essere morto.
Il nevrotico ha paura di vivere quanto di morire.
Essere poco innamorati della vita ci avvicina alla morte, ma dietro c’è sempre una motivazione psicologica.
Se da piccoli non si è ricevuto l’amore rimane dentro un desiderio frustrato e si ha paura di rimanere delusi in qualsiasi relazione, perché il dolore di un nuovo rifiuto sarebbe intollerabile.
Sopportare la mancanza di calore umano, vuol dire trattenere il desiderio di amore, per sopravvivere,vivere pienamente sarebbe rischiare di morire.
Credo che un bambino possa morire se il dolore per non ricevere calore e contatto diventa intollerabile.
Se pensate ad un bambino che dorme in una camera buia da solo, e che se piange la madre non risponde, continuerà a piangere finchè non avrà più le forze, è in un stato di dolore.
Così potrebbe morire, ma la natura interviene per salvarlo, come ?
Facendolo addormentare, al mattino la mamma ritorna e la sua speranza rinasce.
Ma poi ogni notte si ripete , e ogni volta avrà meno forza di piangere, finchè non si arrende al proprio desiderio di avere la mamma vicino.
Da grande quel bambino non crederà di meritare calore e affetto.
Farà di tutto per confermare la sua teoria, fuggendo dall’amore, ovviamente per non riprovare il vecchio dolore, stavolta non resisterebbe ancora al rifiuto.
Si rende insensibile al bisogno d’amore.
Questo lo fa sopravvivere, ma lo lascia in situazioni fredde a vita.
Niente emozioni forti, niente slanci nelle relazioni, e dentro si percepisce un continuo senso di insoddisfazione e si vive male.
Il desiderio di morire in questi casi è il desiderio sepolto nell’inconscio da quando si è bambini.
Prima di essere pienamente bisogna scoprire la verità interiore , scoprire che si è scelto di vivere in un mondo freddo e scegliere finalmente la ricerca del calore e dell’amore.
Quindi per ritrovare la vitalità bisogna entrare di nuovo nel vecchio dolore represso.
Passare attraverso il dolore che ci ha segnati , riattivare la nostra anime uscendo dallo stato di congelamento, farà male ripercorrere quel dolore ed accettare quanto amore non si è ricevuto, e bisogna risentirlo nel corpo.
Ma stavolta sarà diverso perché reagirai al dolore e non cederai.
Attraverso la terapia si capisce l’effetto che il passato ha sul presente.

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