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Archive for aprile, 2010

L’Omosessuale è un’essere umano

apr
26

Apri le tue ali e vola alto

QUANTE NOTIZIE OGGI ARRIVANO DAI GIORNALI E DAI TELEGIORNALI  riguardanti  episodi di omofobia, CHE LASCIANO SOLO L’AMARO IN BOCCA.

ULTIMAMENTE ADDIRITTURA UNO STUDENTE DICIANNOVENNE E’ STATO AGGREDITO PRESSO IL POLO DI Biologia dell’università di Milano mentre appendeva alcuni volantini per il cineforum del gruppo Gaystatale.

 Per non parlare della  storia di Svastichella, il feroce aggressore della coppia omosessuale che a Roma è stata aggredita all’uscita del Gay Village, una sera dello scorso agosto,  e che ha colpito profondamente la comunità omosessuale.

Queste  storie ci devono far riflettere e devono stimolare  i presidi delle scuole e delle università e lo Stato a dare più informazioni sulle tendenze sessuali e soprattutto sul fatto che non accadrà nulla all’eterosessuale se nella sua classe o nel suo ambiente lavorativo o nella sua famiglia c’è un’omosessuale.

 Gli omofobi non  so cosa pensino veramente. Forse hanno paura di essere contagiati da qualche malattia , perché si sa che spesso viene fatta l’associazione errata, omosessuale-A.I.D.S. anche se questa malattia riguarda anche gli eterosessuali , oppure hanno paura di dover fare i conti con la possibilità che ci sono persone che riescono ad essere felici e a dichiararsi senza problemi ?

Molte persone rifiutano di accettare la loro omosessualità perché se ne vergognano davanti alla famiglia, alle istituzioni, ai colleghi di lavoro, e magari si sposano e credono di voler veramente creare una famiglia, ma poi sono infelici.

Il concetto famiglia  che c’è sempre stato inculcato è un uomo, una donna e dei figli.

Ma chi lo dice, l’Italia è rimasto uno dei pochi paesi  che non riconosce le coppie omosessuali e che non gli permette di sposarsi né tantomeno di adottare un bambino.

Siamo Europei solo quando gli pare a loro.

L’omosessualità è una scelta sessuale che non causa danno a nessuno.

E’ certo che per regolare il traffico abbiamo bisogno dei semafori, altrimenti si creerebbe un ingorgo, è certo che per far rispettare la legge ci sia bisogno delle regole, ma è anche certo che nessuno può decidere con chi dobbiamo fare l’amore.

Come nascono bambini biondi e mori, potrebbero nascere bambini omosessuali.

Aggiungerei la parola omosessuale alla specificazione del sesso nella compilazione dei fogli delle varie domande, perché è una cosa innata e naturale.

Lo studente che è stato aggredito non può essere un uomo libero per colpa di qualche stupido pregiudizio proprio di persone limitate e superficiali, però i preti pedofili sono liberi di continuare a dire la messa, e magari di fare anche una bella predica durante l’omelia.

Due persone dello stesso sesso che decidono di stare insieme sono grandi abbastanza per farlo, consenzienti ed hanno il diritto di essere rispettate. Quale male può fare al mondo una persona che decide di andare a letto con un un’altra del suo stesso sesso.?

Nessuno.

Io credo che molti omofobi dovrebbero guardarsi dentro e cercare di capire cosa li spaventa veramente e non pensino di cavarsela rispondendo solo che fanno “SCHIFO”, riduttivo e non esaustivo, perché la maggior parte degli uomini eterosessuali si eccitano guardando due donne fare l’amore. Allora in quel momento hanno cambiato idea?.

E’ ora di finirla con questo falso moralismo, l’amore omosessuale esiste fin dai tempi dell’antica Grecia, e nell’antica Roma era ritenuto normale.

I grandi condottieri come Alessandro Magno e  Giulio Cesare, hanno amato uomini.

Poi  grazie alla Chiesa,quindi con l’avvento del Cristianesimo è scesa la notte, e proprio loro parlano, i Preti, che fanno voto di castità e poi fanno la cosa più ignobile del mondo, violano i bambini.

Anche se la stampa, la politica, la televisione, la scuola, propongono iniziative, muovono l’opinione pubblica, tentano di sollecitare al rispetto dell’omosessualità, la percentuale di chi può vivere la propria omosessualità serenamente è ancora bassa. Questo non fa altro che alimentare la ghettizzazione degli omosessuali che si rifugiano in circoli chiusi e che evitano di dichiararsi nel posto di lavoro .

 Tante volte è capitato di sentire storie di persone licenziate perché omosessuali.

Per fortuna  la legge stà migliorando per tutelare i diritti degli omosessuali.

L’omosessualità esiste anche nel mondo animale, quindi non è contro natura, L’omosessualità è stata riconosciuta in tantissime specie animali di cui oltre 500 anche documentate.

Il 50% delle giraffe sono gay, sia mammiferi, sia uccelli, sia rettili, sia pesci, ecc. hanno rapporti omosessuali.

Quindi ,a quanto pare, la natura rende liberi tutti gli esseri viventi che la popolano di scegliersi il partner che vogliono.

La cosa positiva è anche che oggi se ne parla di più nei programmi televisivi e cantanti, presentatori gay si sono tutti dichiarati a differenza di prima che veniva nascosto.

Questo dovrebbe, spero, nel tempo, ridimensionare le mentalità ottuse, e se proprio così non fosse , almeno potremmo ipotizzare che ne avremmo solo una minoranza rispetto alla popolazione, che sarà  finalmente innocua.

Siamo nel 2010 ed abbiamo problemi seri riguardo all’inquinamento, i posti di lavoro, pensiamo a questi e soprattutto lasciamo liberi gli esseri umani di amarsi.

Solo l’amore ci potrà salvare!!!!!

Dott. Andrea Buzzi

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Mentre hai paura di morire

apr
11

Mentre hai paura di morire sei già morto, si perché ti rinchiudi in un luogo sicuro dove non puoi esprimerti, dove non c’è tanta luce, dove credi di evitare la morte.
Quindi non organizzi viaggi, soprattutto se devi prendere l’aereo, manca la motivazione a fare qualsiasi cosa e la determinazione davanti agli ostacoli, diventi una specie di bradipo e non cerchi emozioni troppo forti.
Indossi una corazza di ferro e cerchi protezione continua, in ogni situazione valuti sempre il livello di pericolo, in ogni luogo cerchi di capire quali sono i rischi.
Quindi tutto il tempo che perdi a pensare alla morte non vivi bene e sprechi tutte le occasioni che ti si presentano.
Essere vuol dire vivere, ma in questo modo diventa impossibile lasciarsi andare, cominciamo la vita con un desiderio grande di scoprire e di crescere e l’innocenza ci rende puri e veri.
Ma poi le paure ostacolano il recupero dell’innocenza e del proprio vero sé, e per combatterle dobbiamo ripercorrere il viaggio nella nostra infanzia e nella nostra adolescenza, con l’aiuto della psicoterapia.
Durante quel viaggio scopriamo tante cose, riviviamo situazioni particolari, durante le quali ci siamo bloccati o intimoriti, e per le quali abbiamo modificato il nostro vero sé.
A volte i traumi sono così radicati nel proprio io che fungono da diga per la propria espressione, è come se qualcuno ci blocchi sempre quando proviamo ad emergere.
Ovviamente questo crea un senso di inferiorità e di insicurezza, che ci fa vivere la vita in modo inadeguato, non abbiamo mai lo spazio giusto per esprimerci, non lo troviamo mai questo spazio perché ogni volta la paura lo rende stretto e impraticabile.
In quei momenti il cervello registra continui pericoli, che mettono all’erta in modo esagerato, e una volta registrati tutte le volte che ci ritroviamo in situazioni simili vengano attivati tutti i sistemi di allarme dell’organismo, e la reazione è proprio blocco totale.
Il risultato è angoscia, ansia generalizzata, senso di inferiorità, e questo porta ad una terribile conseguenza, paura di tutto e soprattutto paura di morire.
A questo punto devo dire che la paura di morire è una scusa alla mancata espressione del proprio sé, dato che ho paura della mia morte non riesco a fare niente.
Un circolo vizioso si instaura, e si perde completamente la capacità di tollerare le frustrazioni e di reagire ai pericoli, che vengono solo sempre evitati.
Quindi mentre hai paura di morire sei solo in balìa delle tue insicurezze, devi acquistare di nuovo fiducia in te e registrare nella tua testa che non è vero che tutto sia pericoloso e vivere la tua vita.
La difficoltà di esprimere se stessi e di autoaffermarsi alimenta l’idea di morire che è collegata alla nevrosi.
Questa non è più una paura, ma in questo caso diventa quasi un desiderio, sentirsi morire non sconvolge più di tanto.
Anche perché passare lunghi periodi sdraiati sul letto per parecchie ore, senza fare niente, senza interessi né desideri è uguale a essere morto.
Il nevrotico ha paura di vivere quanto di morire.
Essere poco innamorati della vita ci avvicina alla morte, ma dietro c’è sempre una motivazione psicologica.
Se da piccoli non si è ricevuto l’amore rimane dentro un desiderio frustrato e si ha paura di rimanere delusi in qualsiasi relazione, perché il dolore di un nuovo rifiuto sarebbe intollerabile.
Sopportare la mancanza di calore umano, vuol dire trattenere il desiderio di amore, per sopravvivere,vivere pienamente sarebbe rischiare di morire.
Credo che un bambino possa morire se il dolore per non ricevere calore e contatto diventa intollerabile.
Se pensate ad un bambino che dorme in una camera buia da solo, e che se piange la madre non risponde, continuerà a piangere finchè non avrà più le forze, è in un stato di dolore.
Così potrebbe morire, ma la natura interviene per salvarlo, come ?
Facendolo addormentare, al mattino la mamma ritorna e la sua speranza rinasce.
Ma poi ogni notte si ripete , e ogni volta avrà meno forza di piangere, finchè non si arrende al proprio desiderio di avere la mamma vicino.
Da grande quel bambino non crederà di meritare calore e affetto.
Farà di tutto per confermare la sua teoria, fuggendo dall’amore, ovviamente per non riprovare il vecchio dolore, stavolta non resisterebbe ancora al rifiuto.
Si rende insensibile al bisogno d’amore.
Questo lo fa sopravvivere, ma lo lascia in situazioni fredde a vita.
Niente emozioni forti, niente slanci nelle relazioni, e dentro si percepisce un continuo senso di insoddisfazione e si vive male.
Il desiderio di morire in questi casi è il desiderio sepolto nell’inconscio da quando si è bambini.
Prima di essere pienamente bisogna scoprire la verità interiore , scoprire che si è scelto di vivere in un mondo freddo e scegliere finalmente la ricerca del calore e dell’amore.
Quindi per ritrovare la vitalità bisogna entrare di nuovo nel vecchio dolore represso.
Passare attraverso il dolore che ci ha segnati , riattivare la nostra anime uscendo dallo stato di congelamento, farà male ripercorrere quel dolore ed accettare quanto amore non si è ricevuto, e bisogna risentirlo nel corpo.
Ma stavolta sarà diverso perché reagirai al dolore e non cederai.
Attraverso la terapia si capisce l’effetto che il passato ha sul presente.

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