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Archive for marzo, 2010

Dall’anima e per l’anima

mar
30

Dall’anima e per l’anima parole profonde per aumentare l’energia del cuore e per trovare il vero senso della vita……………..

 

I CAVALIERI DELL’ANIMA

 

…….Un viaggio lungo una vita a cavallo dell’anima, saliamo verso il cielo dove tutto è così chiaro e limpido (coscienza), o scendiamo verso la terra, dove tutto è così oscuro e fertile (inconscio).

Durante il tragitto sali a cavallo di un’anima e poi di un’altra e ti lasci portare nel suo mondo e là puoi costruire…….

Ma ogni viaggio ha la sua meta, il suo scopo, e tu chi sei?

Tu puoi essere colui che soffia nel palloncino sgonfio, che dà il filo all’aquilone per liberarsi alto nel cielo, che può ricaricare una batteria scarica……e ogni volta impari qualcosa, ogni volta cresci e il tuo cuore è pieno d’amore.

Ma niente è sicuro ogni volta.

Con la spada alla mano puoi combattere con un mostro terribile e puoi uscirne anche sconfitto, ma rialzati hai imparato qualcosa.

Quante anime dovrai ancora cavalcare giovane cavaliere  prima di aver imparato a cadere.

L’importante è partire per il viaggio

 ANDREA BUZZI

 

 

ILLUSIONE DI LUCE

L’ASSE IDEALE DELL’ESSERE ,

ORA SPINGE AVANTI L’ASSOLUTO ESTENDERSI DELL’ANIMA

E RIFLETTE

LA GIOIA,

LA FORZA,

L’AMORE,

ANGOLANDO IL CORPO LUNGO L’ESTREMO SENTIERO DEL BOSCO AZZURRO.

SI PERDONO GLI OCCHI,

SI ACCENDE IL SOLE.

SPENGO QUEL FUOCO,

NON E’ LUCE,

E’ ILLUSIONE DI LUCE,

CHE DURA POCO,

CHE FERMA IL VENTO,

LA PIOGGIA,

L’UOMO,

LA VERA LUCE E’ ETERNA E NON SI SPENGE MAI.

COSI’ L’AMORE E’ ETERNO E NON FINISCE MAI,

COSI’ IL TUO DIO E’ ETERNO………

ANDREA BUZZI

 

VOLO DI UCCELLI

C’E’ UN VOLO GRANDE DI UCCELLI,

ALZA LA TESTA AL CIELO,

SONO MIGLIONI,

VOLANO IMPAURITI,

VOLANO VELOCI,

VANNO LONTANO,

LONTANO DAL FREDDO DELL’INVERNO.

FORSE TORNERANNO,

FORSE MOLTI MORIRANNO,

QUALCUNO RALLENTA IL VOLO QUASI CON NOSTALGIA,

VOGLIA DI RESTARE,

MA DEVE CONTINUARE A VOLARE,

QUALCUNO GIOCA E SI NASCONDE TRA  LE  NUVOLE.

C’E’ UNA SCIA DA SEGUIRE NEL CIELO…………………

E’ UN VOLO GRANDE DI UCCELLI.

ANDREA BUZZI

ENERGIA

ENERGIA E’ NEL MIO CORPO,

SALE ED INVADE IL CUORE,

MI SENTO FORTE,

VIBRO,

L’ANIMA S’INNALZA,

E SENTI DI ESISTERE,

SENTI DI FARCELA,

SENTI DI PIU’ L’AMORE,

E’ UNA LUCE IMMENSA CHE CI CIRCONDA E CI RENDE SPECIALI,

SE LO VOGLIAMO,

IL DONO MERAVIGLIOSO DI QUESTA VITA,

 TI SPINGE SUL BINARIO GIUSTO,

DOVE PUOI ESPRIMERTI SENZA PAURA,

CERTO DI CATTURARE LA TUA ESSENZA,

CERTO DI DIRE LE COSE GIUSTE,

CERTO DELLA TUA FORZA,

ENERGIA

ANDREA BUZZI

 PAROLE DALL’ INCONSCIO

SONO ENTRATO A CONTATTO CON LA PARTE PIU’ BUIA DI ME…

SONO STRETTO IN UNA MORSA DI SOFFOCANTE ANGOSCIA, SENTO DENTRO UNA GRANDE RABBIA E POI UNA GRANDE PAURA, VORREI…..

VORREI CORRERE FINCHE’ LE MIE SOFFERENZE NON SI SGRETOLINO INSIEME AL MIO CORPO.

VORREI RINCORRERE LA PARTE POSITIVA DI ME CHE SCIVOLA GIU’, SONO ATTERRATO IN UNA TERRA BUIA E SILENZIOSA, MA SOLO PASSANDO ATTRAVERSO QUESTO DOLORE IN QUESTO VIALE CHE MI RIPORTA NEI MIEI RICORDI, POTRO’ TROVARE IL CAMPO DI GIRASOLI  E  LA VITA, IL SOLE , LA FORZA……

ANDREA BUZZI

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L’influenza dei colori sullo stato psicofisico

mar
30

 

E’ dimostrato che i colori possono influenzare la salute fisica e psichica del nostro organismo. Circondandosi o semplicemente vestirsi  di una specifica tinta piuttosto che di un altra può avere degli effetti positivi sul nostro stato d’animo ed aiutarci a stare meglio….

Scopriamo come !!!!

Il Rossoindice di vita, e’ il colre del fuoco, della passione e della fiducia in se stessi,stimola il sistema nervoso rendendoci attivi così migliora la ciroclazione e si ottimizza il metabolismo. Quindi stimola il dimagrimento, sconsigliato per gli ipertesi.

L’Arancio: accende l’amore, è la tinta che scalda i sentimenti e l’intimità, favorendo il desiderio sessuale. Dà entusiasmo e positività, rendendo le persone più affascinanti,permette di superare stress, apatia e ripetitività. consigliato per creare atmosfere calde e negl ambienti sportivi.

Il Giallo: più energia ed allegria, è il colore che dà allegria, e come il sole riscalda, allontana la depressione aumentando l’0ttimismo. Consigliato a tutte le persone malinconiche riaccende la felicità e la dinamicità.

Il Verde: Relax combatte lo stress e dona calma, è il colore della natura. Ha un’elevato effetto rilassante, consigliato soprattutto a coloro che svolgono lavori in cui è richiesta pazienza e concentrazione.

L’Azzurro:per un riposo migliore,è il colore del mare, del cielo, infonde benessere ed un profondo senso di pace.  Se usato nelle stanze da letto concilia il sonno emigliora la qualità del riposo.

Il Viola: per una mente lucida, è il colore simboo del benessere totale,poichè consente il ripristino di tutte le funzioni del corpo. Porta grossi benefici allo spirito e un’ottima lucidità mentale. Consigliato a chi ha di frequente la testa tra le nuvole.

Il Bianco: la purezza, è il colore della forza interiore, rende tutto più bello e profondo, ingrandisce gli spazi. Molto usato in estate perchè dà senso di freschezza.

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I benefici del sonno

mar
30

IL SONNO

 

Qui trovate tre articolo che riguardano il sonno potrete leggerli qui di seguito uno dopo l’altro o se preferite uno alla volta cliccando sul collegamento

 

IL VERO SEGRETO DEL BENESSERE

Durante il sonno alcune attività cessano, altre si riducono, altre ancora si attivano al massimo. Contemporaneamente all’attenuarsi delle coscienza e dell’attività razionale del cervello, si registra una diminuzione dell’ attività razionale del cervello, si registra una diminuzione dell’attività motoria e respiratoria, del ritmo cardiaco, della pressione arteriosa della temperatura corporea. Il battito del cuore rallenta a mano a mano che il sonno diventa profondo e presenta una certa instabilità nella fase dei sogni, caratterizzata da pulsazioni che accelerano e rallentano senza apparente ragione. Un analogo andamento si evidenzia sia a livello di pressione arteriosa che diminuisce, sia nel respiro che rallenta nelle fasi più profonde del sonno. La temperatura del corpo diminuisce fino raggiungere tra le quattro e le sei del mattino il livello più basso, dopo di che comincia a risalire. Al calo della temperatura corrisponde un’ analoga diminuzione del metabolismo basale, anche il tono muscolare si riduce fino ad una quasi completa atonia nelle fasi di sonno profondo.Contemporaneamente al calo di queste funzioni altre incrementano le loro attivita’. Aumenta la produzione dell’ormone della crescita,la somatotropina,che sovraintende alla crescita e alla rigenerazione dei tessuti.e’ nel corso della notte che le ghiandole surrenali producono la maggior parte degli ormoni corticosteroidi,fattori determinanti per le riserve di energia e di vitalita’. Anche la produzione di prolattina, ormone indispensabile all’attività’ sessuale,avviene in gran parte durante la notte,e lo stesso accade per l’insulina,ormone pancreatico che controlla il metabolismo degli zuccheri. E’ soprattutto durante il sonno che si verifica il riassetto delle funzioni metaboliche e del sistema immunitario.infine, il cervello si organizza e attiva i processi riparativi dei circuiti corticali e sottocorticali,logorati dai rumori,dall’emozioni,dagli stress diurni.(“come curare i disturbi del sonno”,bruno massa,de vecchi editore).

CINQUE PASSI CONTRO L’INSONNIA 

 

I consigli pratici sono sempre limitati e spesso approssimativi, perché solo un’azione terapeutica mirata ai singoli problemi e alle singole persone può essere veramente efficace.Seguendo questi cinque passi naturali “OTTERRETE UN CERTO BENEFICIO .

PASSO 1: LE SOSTANZE DA EVITARE PER MIGLIORARE IL SONNO

A)      La caffeina, infatti sono sufficienti 150 mg per disturbare la qualità e la durata del sonno 

B)      L’alcool il quale agisce negativamente sulla durata, la profondità e i cicli del sonno.

C)      Il fumo che avendo un azione stimolante sul sistema nervoso centrale, ostacola il sonno.

D)   Pasti troppo abbondanti che ostacolano i normali processi digestivi e metabolici.

PASSO 2: PREPARARSI UNA BUONA TISANA.

Poiché la difficoltà a prendere sonno è determinata sopratutto dallo stress e dalla nevrosi quotidiana, la tisana che vi consigliamo è l’influsso di passiflora. Questa è assai efficace per la sua attività ansiolitica, antispasmodica e sedativa, per le persone ansiose e stressate, per chi è soggetto a palpitazioni e tachicardia.

PASSO 3: AROMATERAPIA.

Inalare alcune essenza aromatiche è un passo successivo molto efficace per la distensione generale del corpo. Le essenze possono essere inalate a secco (dosando alcune gocce sul fazzoletto), o sciolte in una bacinella di acqua calda e inalante. Una delle miscele più efficaci per combattere l’insonnia è composta da tre gocce di essenza di camomilla e due di essenza sandalo.

PASSO 4: MASSAGGIO PLANTARE.

Anche la riflessologia plantare può venirci in aiuto.Il riflesso più adatto per l’insonnia si trova sotto gli alluci, e corrisponde alla testa in generale. Massaggiando quel punto, si avrà un beneficio complessivo.

PASSO 5: DUE POSIZIONI YOGA.

Questa due posizioni portano un enorme beneficio a tutta la colonna vertebrale e aiutano a distendere e liberare il corpo dalle energie negative,procurando un rilassamento assai efficace. Sono le posizioni del nobile disteso e della pinza.

NOBILE DISTESO:

Questa posizione può considerarsi preparatoria a quella successiva della pinza. Sedetevi a terra con le gambe distese e unite, piegate la gamba sinistra ponendo il tallone a contatto dei genitali e la pianta del piede aderente all’interno della coscia destra.Sollevate le braccia, stiratele verso l’alto assieme a tutto il tronco, ed  espirando cercate di afferrare la caviglia, cercando di portare il mento verso il piede.Il respiro deve essere lento,costante e nasale. Ripetete la posizione dall’altra parte, distendendo la gamba sinistra e piegando la gamba destra.

PINZA:

Seduti con le braccia distese e il tronco eretto, inspirando stirate le braccia e il tronco, ed  espirando adagiatevi sulle gambe, stirando la schiena e cercando di afferrare le caviglie;cercate anche di allungare il mento verso i piedi per accrescere lo stiramento delle gambe, della schiena e dell’intera spina dorsale.Il respiro deve essere lento, costante ed esclusivamente dal naso. Cercate di mantenere la posizione per due o tre minuti, concentrandovi sul respiro e cercando di rilassare i punti stirati ad ogni respirazione. Non appena concluso l’ esercizio restate seduti per qualche minuto e cercate di ascoltare il vostro corpo concentrandovi sugli effetti dell’ esercizio di rilassamento.

I BENEFICI DEL SONNO 

DORMIRE BENE AIUTA LA SALUTE PSICOFISICA E IL BENESSERE GENERALE DELL’ORGANISMO.

 

Oltre che sul corpo, il sonno incida profondamente sulla mente, perché durante il sonno si sedimentano i ricordi e si sviluppa la memoria; inoltre emergono le nostre pulsioni più inconsce che sono parte fondamentale della esistenza.

La prima fase del sonno è quella dell’ assopimento, che dura una decina di minuti che prelude alla dimensione vera e propria del sonno. Questo stato schiude anche una nuova dimensione percettiva, proiettandoci in un nuovo stato di coscienza, in cui la percezione ordinaria si dilata, in cui i suoni, le immagini e i pensieri si confondono e si fondono. In questa condizione sperimentiamo l’ autenticità della nostra esperienza interiore, proiettandola in una zona indistinta che si frappone tra la nostra coscienza e la realtà esterna, in cui tutto si amplifica e si attenua, si amalgama e dove sperimentiamo l’acutezza sensoriale della nostra coscienza. E’ allora che ci addormentiamo. Durante la fase d’inizio del sonno, il cervello modifica il suo stato bioelettrico; infatti si passa dalle onde beta quelle dello stato di veglia alle onde alfa, caratteristiche di una condizione di rilassamento, fino alle onde theta, tipiche dello stato di dormiveglia, e alle onde delta, quelle del sonno più profondo.

Il sonno vero e proprio consiste in una serie di cinque cicli, della durata di circa novanta minuti ciascuno e caratterizzati ognuno da una fase di sonno profondo (SONNO NON REM) seguita da una fase di sonno più legger (STADIO REM); solo quest’ultima è caratterizzata dalla presenza dei sogni.E’ in questa fase, inoltre, che si organizzano e si fissano i ricordi.

Per un completo riposo è necessario che tutte le fasi del sonno siano rispettate. La fase REM è infatti fondamentale per il recupero mentale, mentre la fase NON REM contribuisce ad assicurare il completo recupero fisico.

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Guardarsi dentro

mar
30

 

MEDITAZIONI

 

PERCHE’ ABBIAMO COSI’ PAURA DI GUARDARCI DENTRO?

La domanda è posta in maniera molto brusca, e potrebbe suscitare reazioni discordanti. E’ difficile infatti ammettere che la persona con cui soprattutto evitiamo il confronto siamo noi stessi, è la cosiddetta nostra coscienza , in sostanza la nostra mente. L’essenza dei nostri esami di coscienza è il mentire a noi stessi: lo facciamo quando giustifichiamo azioni che sappiamo bene ingiustificabili, quando troviamo compromessi con noi stessi, quando non riusciamo ad affrontare i nostri sensi di colpa o le nostre paure e reagiamo con rabbia.

 

Scrive il grande maestro Sogyal Rinpoche:

 “Supponiamo di fare una conversione completa. Supponiamo di smettere di guardare sempre nella stessa direzione. Ci è stato insegnato a seguire i nostri pensieri e le nostre proiezioni. Anche quando si parla di “mente” ci si riferisce ai pensieri e alle emozioni , e i ricercatori, che studiano ciò che immaginano essere la mente , considerano solo le sue proiezioni. Nessuno guarda davvero nella mente, la base da cui nascono tutte queste espressioni. E ciò porta a tragiche conseguenze”. Come cambiare radicalmente questa situazione? E’ molto semplice. La nostra mente ha un’enorme qualità, che possiamo sfruttare in ogni momento: può permetterci di guardarci dentro. Proviamo allora a guardarci dentro. Scrive ancora Rinpoche: “ Questa piccola inversione di tendenza fa una differenza enorme, potrebbe addirittura revocare i disastri che minacciano il mondo. Se più persone conoscessero la natura della mente, con cui vivono, lotterebbero con impegno e coraggio per preservarla”.

PERCHE’ NON ABBIAMO IL CORAGGIO DI GUARDARCI DENTRO? PERCHE’ ABBIAMO PAURA?

Perché guardarci dentro significa avere il coraggio di affrontare noi stessi, nella nostra “nuda fragilità”,  privi delle maschere che ogni giorno indossiamo, delle armature che vestiamo e che pensiamo ci proteggano.

Guardarci dentro significa invece essere sinceri , fino in fondo.

Non richiede altro, dunque, che un cambiamento radicale verso la vita e verso noi stessi.

“Guardare dentro ci spaventa, spiega ancora il maestro, “perché la nostra cultura non ci offre indicazioni su ciò che troveremo. Potremmo addirittura pensare che c’è il rischio di impazzire. E’ l’ultima risorsa, e una delle tattiche più ingegnose dell’io, per impedirci di scoprire la nostra vera natura. Il silenzio e l’immobilità ci atterriscono, e ce ne proteggiamo con il rumore e l’attività frenetica. Guardare nella natura della mente è l’ultima cosa che oseremmo fare”.

Forse “non vogliamo” guardarci dentro.

Forse è più semplice lasciare le cose come stanno, evitare il confronto e dedicarci ai “piaceri” della vita, al successo, al guadagno o a qualche altro luccicante oggetto che entra a far parte, per un attimo della nostra esistenza. Attaccarci alle sfavillanti illusioni dell’attimo, immaginarci il presente come eterno, forse ci dà sicurezza. Ma è una sicurezza illusoria, perché rimandare l’appuntamento con noi stessi non risolve il problema, ci si illude solo di dimenticarlo. Ma in realtà è solo rinviato.

E SE VOLESSIMO SCOPRIRE VERAMENTE CHI SIAMO?

Se decidessimo che è inutile fuggire e scegliessimo di guardarci di dentro e di scoprire la nostra vera natura?

Allora saremmo veramente indipendenti, allora avremmo scoperto veramente la nostra libertà, allora avremmo capito veramente chi siamo e la nostra vita cambierebbe veramente da un giorno all’altro.

Un raggio di sole entrerebbe finalmente ad illuminarla.

PROVIAMO ALLORA A GUARDARCI DENTRO!

E’ molto semplice:

BASTA CHIUDERE GLI OCCHI E RESPIRARE

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Psicoterapia Bioenergetica

mar
30

CHE COS’E’ LA PSICOTERAPIA BIOENERGETICA?

BIOENERGETICA

Per esprimersi completamente il corpo deve essere libero da tensioni, noi ci prenderemo cura del proprio corpo, non facciamo un semplice esercizio, curarsene vuol dire essere interessati, sentire, e percepire con affetto, non esercitate il vostro corpo come se fosse una macchina, siate il vostro corpo nei suoi movimenti, nelle sue azioni ed espressioni. l’obiettivo è il sentire non sforzare, non dobbiamo sviluppare forza muscolare ma la capacità di lasciarci andare, respireremo, sentiremo ci muoveremo e ci esprimeremo.

Impulsi repressi o inibiti , creano una tensione emotiva cronica che influenza le funzioni organiche attraverso il sistema endocrino e neurovegetativo e di conseguenza si creano vie di scarico inadeguate.

Il blocco emotivo crea tensioni muscolari, è IMPORTANTE RESPIRARE, IMMETTENDO ARIA IMMETTIAMO PIU’ ENERGIA NEL CORPO, le tensioni emotive trattengono nel corpo energia(blocco il pianto),  gli esercizi bioenergetici permettono di scaricarla e quindi di liberare il corpo da tutte le tensioni.

A volte i dolori che percepiamo, come mal di testa, coliti, blocchi muscolari, non sono altro che situazioni emotive stressanti che vengono somatizzate nel corpo.

Le gambe sono le nostre fondamenta e devono essere stabili, spesso teniamo le spalle rigide in su perché abbiamo paura di lasciarci andare , di cadere.

SE NON SENTI NON SEI VIVO, IL DOLORE E’ DATO DAL MUSCOLO TESO, SOPPORTATE IL DOLORE IL MUSCOLO SI RILASSA E IL DOLORE DIMINUISCE.

BIOENERGETICA – CLASSE DI ESERCIZI 

gli esercizi di bioenergetica ci permettono di migliorare la respirazione e ci aiutano ad affrontare l’ansia e lo stress, che spesso si trasformano in sintomi somatici, RIGUARDANTI la zona cervicale, la zona pelvica E lombare, ecc.

IL FUTURO E’ ALLENARE IL CORPO E LA MENTE PER POTER SCONFIGGERE  LO STRESS, ED OTTENERE OTTIMI RISULTATI ESTETICI.

Di seguito elenco una serie di esercizi, ottimi per diminuire l’ansia:

esercizio 1: in un posto tranquillo sedetevi su una sedia rigida tenendo i piedi paralleli con la pianta aderente al pavimento. Tenete la testa sollevata e raddrizzate al massimo la schiena; dovete sentire le natiche a contatto del sedile. Abbandonate le braccia sulle ginocchia in posizione di riposo. Non irrigiditevi, altrimenti fallirebbe lo scopo dell’esercizio.

Chiudete gli occhi e concentrate l’attenzione sulla respirazione senza fare un particolare sforzo per respirare. Vi accorgerete che l’inspirazione e la respirazione avvengono spontaneamente da sole. Sentirete l’onda respiratoria, attraversare il corpo verso l’alto nell’inspirazione r verso il basso nell’espirazione. Concentratevi su di essa lasciandola fluire sempre più profondamente nell’addome e nel bacino. A tal fine dovete rilassare la parte inferiore del corpo, allentando il ventre e lasciando cadere naturalmente le natiche, sentite l’onda respiratoria fluire in basso, verso il pavimento pelvico?.

Continuate l’esercizio per una decina di minuti, e fissate la mente sulle due fasi della respirazione.

Lo stesso esercizio lo potete fare anche da sdraiati a terra su un tappeto con le ginocchia piegate , i piedi devono stare aderenti al suolo alla distanza di circa 40 cm l’uno dall’altro con le dita leggermente rivolte in fuori. Portate la testa più indietro possibile senza forzare per estendere la gola. Mettete entrambe le mani sul ventre, al di sopra delle ossa pubiche o della zona pubica, in modo da poter sentire i movimenti addominali. Respirate con naturalezza con l’addome, a bocca aperta, per circa un minuto ed ascoltate il ventre che si alza e si abbassa. Ci riuscite? Il torace si è mosso in armonia con l’addome, o è restato rigido? Cercate di far sì che segua il movimento del ventre. Avete sentito costrizione alla gola?. Un’altra variante di questo esercizio è fare oscillare il bacino indietro ad ogni inspirazione e portarlo avanti con l’espirazione, oppure emettere un suono qualunque durante l’espirazione, quando il suono cessa inspirate con calma e ricominciate, osservate se dopo un po’ di ripetizioni riuscite a prolungare il suono.state attenti ad un forzarlo, forzare il suono o il respiro serve solo a serrare la gola e produrre tensioni. Potreste riscontrare che la vostra voce comincia a tremare verso la fine del suono. Forse comincerete a singhiozzare, va benissimo, lasciatevi andare e fatevi un bel pianto se vi riesce facilmente. Il pianto può fare per la vostra respirazione più di qualunque altro esercizio.

 

 

Esercizio due: stando seduti, inspirate e poi emettete un suono continuo ( ad esempio usando le vocali, ooooooooo,aaaaaaaaaa,eeeeeeeee,iiiiiiiii,uuuuuuuuuu), tenendo d’occhio la lancetta dei secondi, se non riuscite a tenere il suono per almeno 20 secondi avete dei problemi di respiro. Per migliorare la respirazione ripetete regolarmente l’esercizio cercando di aumentare il tempo di tenuta del suono, il vostro corpo reagirà respirando intensamente per reintegrare l’ossigeno nel sangue. La respirazione intensa attiva i muscoli pettorali irrigiditi che avranno modo di rilassarsi. Procedendo in questo modo potrà capitare anche di gridare o di lasciare andare un lamento represso, o di piangere.

Esercizio tre: sempre seduti, respirate normalmente per un minuto, poi cominciate ad emettere un gemito. All’inizio potrà sembrarvi difficile, ma con un po’ di pratica ci riuscirete.

Esercizio 4: seduti su una sedia alzate le braccia e stiratevi all’indietro facendo un arco con la schiena. Eseguite un bello stiramento e mantenete la posizione per circa trenta secondi. Ciò facendo, respirate senza sforzo e profondamente attraverso la bocca. Avete sentito se la vostra schiena era tesa o rilassata? Avete provato dolore ? riuscivate a respirare bene e facilmente in quella posizione? Quando avete esteso le braccia all’indietro, avete sentito qualche tensione alle spalle? Rifate questo esercizio più volte fino a trovare un miglioramento.

Esercizio 5: in piedi. Assumete la posizione di base (grounding) con i piedi distanziati a livello delle spalle, le punte leggermente inclinate verso l’interno, le ginocchia leggermente flesse, la pancia rilassata, ed il bacino spinto all’indietro. Spalle e braccia rilassate. Mettete le mani lateralmente a livello della gabbia toracica ed espandete il respiro. Ripetere alcune volte.

Esercizio 6 : in piedi, assumete la posizione di base, guardate la spalla sinistra ruotando la testa a sinistra, fin dove vi riesce . in questa posizione respirate più volte e cercate di sentire la tensione muscolare scorrere dalla base del cranio alle spalle. Ruotare nello stesso modo la testa a destra e cercate di ripetere più volte. Sollevate poi all’altezza delle spalle le braccia con i gomiti piegati e distendetele lateralmente. Ruotate il corpo quanto più potete verso sinistra e in questa posizione respirate più volte. Ripetete la rotazione verso destra e respirate più volte. Sentite quanta tensione avete nei muscoli del dorso e nel bacino? Riuscite a stare nella posizione di base e sentire il pavimento con i piedi?

Esercizio 7: in piedi. Assumete la posizione di base, inspirate sollevando lateralmente le braccia sopra la testa .

Fate una pausa di alcuni secondi trattenendo il respiro e quindi piegatevi velocemente in avanti espirando con la bocca aperta ed emettendo un suono. Inspirando risollevatevi portando le braccia sopra la testa e quindi espirando abbassatele lungo il corpo. Ripetete più volte.

Esercizio 8: mettetevi in piedi, inspirando andate sulle punte dei piedi, espirando cadete sui talloni mantenendo le gambe flesse, ripetere più volte.

Esercizio 9: in piedi dondolare andando dalle punte dei piedi ai talloni, le braccia sono rilassate, si inspira quando si è sulle punte e si espira quando si è sui talloni le gambe sono leggermente flesse.

Esercizio 10: state in posizione eretta con i piedi distanziati di circa 45 cm e le dita leggermente rivolte in dentro.

Adesso ponete entrambi i pugni con le nocche rivolte verso l’alto, contro le reni. Piegate entrambe le ginocchia, quanto più potete senza sollevare i talloni dal pavimento. Inarcatevi all’indietro sopra i pugni, ma assicuratevi che il vostro peso rimanga avanti sugli avampiedi. Respirate profondamente nel ventre.

Sentite qualche tensione sul fondo schiena? Se sì, questo indica la presenza di una considerevole tensione in questa parte del corpo.

Sentite qualche dolore o tensione sulla parte frontale delle cosce o sopra le ginocchia? Se le gambe sono rilassate, non dovreste sentire alcuna tensione, eccetto che alle caviglie ed ai piedi che sostengono il peso del corpo. Cominciano a vibrare le gambe? Siete capaci di mantenere un arco perfetto? Il vostro sedere è tirato indietro o spinto in avanti? In entrambi i casi avete rotto l’arco e l’energia e le sensazioni non fluiranno nei piedi.

Ricordate che le ginocchia sono gli ammortizzatori del corpo, se le ginocchia sono serrate , quando si è sottoposti ad una pressione, la forza energetica sviluppata da questa non si scarica nel terreno ma rimane intrappolata nel fondo della schiena, producendo una condizione di stress che darà luogo a disturbi nella zona lombo- sacrale.

Esercizio 11: ecco un altro esercizio che vi aiuterà a respirare in modo spontaneo. Mentre state distesi sul pavimento, sollevate le gambe in aria. Le vostre ginocchia dovrebbero essere leggermente flesse, piegate le caviglie e spingete in alto i talloni. Le gambe dovrebbero essere leggermente flesse. Piegate le caviglie e spingete in alto i talloni. Le gambe dovrebbero cominciare a vibrare, mantenete le gambe in vibrazione con i talloni spinti verso l’alto. Osservate che la vostra respirazione sta diventando più profonda. Siete riusciti a far sporgere in fuori il ventre? Potete far questo tenendo i glutei contro il pavimento, osservate anche che la vostra respirazione è stata stimolata dalla vibrazione delle gambe. Dopo aver fatto l’esercizio per un minuto mettete di nuovo i piedi sul pavimento ed osservate come è ora la vostra respirazione.

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Come vincere gli attacchi di panico

mar
28

 

Mentre attraversi la paura senti il tuo corpo tremare, mentre il tuo corpo trema scarichi l’emozione profonda che ti assale,

 in quel momento senti la tua fragilità

 ed aumenta la paura

 e la tua mente suona il campanello di allarme

Andrea Buzzi

 lA Psicoterapia Bioenergetica prevede degli esercizi basati sulla respirazione che aiutano a sconfiggere gli attacchi di panico, si lavora con il corpo per scaricare l’energia in eccesso accumulata, così si raggiunge un equilibrio tra scarico e carico di energia che permette un contollo degli impulsi in eccesso. Nel mio libro “come vincere gli attacchi di panico”, sono spiegate le cause di questo malessere e varie tecniche per dominarlo.

INTRODUZIONE

Cos’è il disturbo di attacchi di panico (DAP)?.Il DAP è un difficile problema di ansia che colpisce una persona su 70 circa, di solito appare durante l’adolescenza o la prima età  adulta. Le cause precise non sono state individuate ma  livelli alti di stress e ansia possono portarli,  degli studi hanno anche accertato una corrispondenza genetica, infatti se un familiare ha sofferto di DAP, si ha una probabilità maggiore di soffrire dello stesso disturbo. Quindi oggi  molte persone sperimentano attacchi di panico occasionali, che sviluppano la paura persistente che si possano ripresentare altre volte.

Infatti può arrivare all’improvviso, senza un reale motivo apparente e la causa può essere sia mentale che fisica. Gli  attacchi di panico durano generalmente solo alcuni minuti, ma causano una considerevole angoscia.

Oltre ad allarmanti sintomi fisiologici, come soffocamento,vertigini,sudorazione,tremore e tachicardia, le persone che soffrono di DAP, spesso avvertono una sensazione di morte imminente. La maggior parte soffre anche di agorafobia ( paura di essere intrappolati in un luogo o in una situazione dai quali la fuga può essere difficile o tremendamente imbarazzante. Dato che gli attacchi sono ricorrenti, spesso viene sviluppata una forma secondaria di ansia anticipatoria, che aumenta la preoccupazione di quando e dove avverrà l’attacco successivo.

Con questo libro vorrei aiutare tutte le persone che ne soffrono a trovare il motivo che sta alla base del disturbo, migliorare la qualità della loro vita e spiegare importanti esercizi di bioenergetica molto efficaci per ridurre i sintomi.

……Ricorda che il tuo organismo quando accumula troppo ha bisogno di scaricare e che ogni piccolo granello di questa terra è sotto i tuoi piedi… Andrea Buzzi

 

COME LO CONOSCIAMO?

Il DAP oggi è molto frequente nella popolazione generale, colpisce adolescenti, adulti e se non risolto una persona può soffrirne a lungo. Infatti chi non riesce a vincere i sintomi è come se portasse un peso sulle spalle per sempre.

Le problematiche che crea sono così profonde da rendere difficile alla persona colpita l’ affrontare le giornate, addirittura la qualità della vita viene intaccata a tal punto che molte persone non riescono più ad uscire, perché pensano che  stando in casa possono evitare tutte le situazioni che potrebbero provocare il problema.

La situazione si aggrava ancor più quando non riescono neanche ad andare a lavoro per problemi di spostamento (paura di guidare e di stare soli durante gli spostamenti), perché l’attacco si è presentato la prima volta mentre stavano guidando.

Questo disturbo infatti sviluppa fobie (paure irrazionali), la più comune è l’agorafobia ( paura degli spazi aperti), paura degli ambienti chiusi (ascensore, cinema, aereo).

Per questo capita  che spesso le persone affette da DAP ricerchino in tutti i posti che frequentano una via di fuga, ad esempio se entrano in un cinema  vogliono stare vicino alle uscite di sicurezza, oppure scelgono posti laterali in teatro per sentirsi liberi di fuggire in caso di attacco di panico.

Quindi la motivazione principale sembra essere a livello razionale, senso di chiusura , sensazione di oppressione e paura di morire, a livello profondo il DAP sembra scaturire da

impulsi sessuali o aggressivi repressi e da vissuti di abbandono.

Rimane il fatto che al momento dello scatenarsi dei sintomi (senso di soffocamento, tachicardia, tremori, senso di svenimento,confusione mentale), si perde la razionalità, il contatto con il corpo viene meno e le persone vengono sopraffatte dalla paura; inoltre è importante dire che il luogo dove l’attacco avviene la prima volta diviene per il soggetto  un incubo, il cervello spesso solo al pensiero di andare in quel posto mette in atto una profezia “ ora vado lì e mi accade di nuovo”, detta profezia che si autodetermina, e così accade.

Ad esempio se il primo attacco di panico si è presentato in macchina, da quel momento la persona sviluppa una fobia e non riuscirà più a guidare da sola, ma lo farà solo se qualcuno sarà così gentile da accompagnarlo.

Infatti spesso queste persone cercano un appoggio in qualcuno il quale assume il ruolo di “Esorcista” del sintomo, in sua presenza magicamente scompare.

A volte basta pure solo telefonargli e tutto ritorna alla normalità.

Spesso vengono investiti dello stesso ruolo anche degli oggetti, ad esempio se l’attacco la prima volta si presenta con senso di soffocamento  ed un bicchiere d’acqua ha riequilibrato tutto, da quel momento la persona avrà bisogno di girare con una bottiglia d’acqua per non provare paura.

Oppure a chi si presenta con tachicardia spesso gira con gocce rilassanti per calmare il cuore.

Ovviamente accade che si riesce a controllare abbastanza i sintomi  dopo aver attribuito a questi oggetti la capacità di evitare l’attacco. Purtroppo però si diventa schiavi di oggetti e persone ed  in loro assenza si potrebbe scatenare l’attacco.

 bibliografia: Come vincere gli attacchi di panico” edizioni Sovera, autore Andrea Buzzi

 

 

Quando cammini nel buio l’unica luce che puoi seguire è quella della forza interiore,

non ti arrendere,

sei tu il pittore di questo quadro,

chiediti perché ,

ogni paura ci mette alla prova

ed ogni vittoria

eleva la tua anima……

Andrea Buzzi.

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