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Psicoterapia Bioenergetica

mar
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CHE COS’E’ LA PSICOTERAPIA BIOENERGETICA?

BIOENERGETICA

Per esprimersi completamente il corpo deve essere libero da tensioni, noi ci prenderemo cura del proprio corpo, non facciamo un semplice esercizio, curarsene vuol dire essere interessati, sentire, e percepire con affetto, non esercitate il vostro corpo come se fosse una macchina, siate il vostro corpo nei suoi movimenti, nelle sue azioni ed espressioni. l’obiettivo è il sentire non sforzare, non dobbiamo sviluppare forza muscolare ma la capacità di lasciarci andare, respireremo, sentiremo ci muoveremo e ci esprimeremo.

Impulsi repressi o inibiti , creano una tensione emotiva cronica che influenza le funzioni organiche attraverso il sistema endocrino e neurovegetativo e di conseguenza si creano vie di scarico inadeguate.

Il blocco emotivo crea tensioni muscolari, è IMPORTANTE RESPIRARE, IMMETTENDO ARIA IMMETTIAMO PIU’ ENERGIA NEL CORPO, le tensioni emotive trattengono nel corpo energia(blocco il pianto),  gli esercizi bioenergetici permettono di scaricarla e quindi di liberare il corpo da tutte le tensioni.

A volte i dolori che percepiamo, come mal di testa, coliti, blocchi muscolari, non sono altro che situazioni emotive stressanti che vengono somatizzate nel corpo.

Le gambe sono le nostre fondamenta e devono essere stabili, spesso teniamo le spalle rigide in su perché abbiamo paura di lasciarci andare , di cadere.

SE NON SENTI NON SEI VIVO, IL DOLORE E’ DATO DAL MUSCOLO TESO, SOPPORTATE IL DOLORE IL MUSCOLO SI RILASSA E IL DOLORE DIMINUISCE.

BIOENERGETICA – CLASSE DI ESERCIZI 

gli esercizi di bioenergetica ci permettono di migliorare la respirazione e ci aiutano ad affrontare l’ansia e lo stress, che spesso si trasformano in sintomi somatici, RIGUARDANTI la zona cervicale, la zona pelvica E lombare, ecc.

IL FUTURO E’ ALLENARE IL CORPO E LA MENTE PER POTER SCONFIGGERE  LO STRESS, ED OTTENERE OTTIMI RISULTATI ESTETICI.

Di seguito elenco una serie di esercizi, ottimi per diminuire l’ansia:

esercizio 1: in un posto tranquillo sedetevi su una sedia rigida tenendo i piedi paralleli con la pianta aderente al pavimento. Tenete la testa sollevata e raddrizzate al massimo la schiena; dovete sentire le natiche a contatto del sedile. Abbandonate le braccia sulle ginocchia in posizione di riposo. Non irrigiditevi, altrimenti fallirebbe lo scopo dell’esercizio.

Chiudete gli occhi e concentrate l’attenzione sulla respirazione senza fare un particolare sforzo per respirare. Vi accorgerete che l’inspirazione e la respirazione avvengono spontaneamente da sole. Sentirete l’onda respiratoria, attraversare il corpo verso l’alto nell’inspirazione r verso il basso nell’espirazione. Concentratevi su di essa lasciandola fluire sempre più profondamente nell’addome e nel bacino. A tal fine dovete rilassare la parte inferiore del corpo, allentando il ventre e lasciando cadere naturalmente le natiche, sentite l’onda respiratoria fluire in basso, verso il pavimento pelvico?.

Continuate l’esercizio per una decina di minuti, e fissate la mente sulle due fasi della respirazione.

Lo stesso esercizio lo potete fare anche da sdraiati a terra su un tappeto con le ginocchia piegate , i piedi devono stare aderenti al suolo alla distanza di circa 40 cm l’uno dall’altro con le dita leggermente rivolte in fuori. Portate la testa più indietro possibile senza forzare per estendere la gola. Mettete entrambe le mani sul ventre, al di sopra delle ossa pubiche o della zona pubica, in modo da poter sentire i movimenti addominali. Respirate con naturalezza con l’addome, a bocca aperta, per circa un minuto ed ascoltate il ventre che si alza e si abbassa. Ci riuscite? Il torace si è mosso in armonia con l’addome, o è restato rigido? Cercate di far sì che segua il movimento del ventre. Avete sentito costrizione alla gola?. Un’altra variante di questo esercizio è fare oscillare il bacino indietro ad ogni inspirazione e portarlo avanti con l’espirazione, oppure emettere un suono qualunque durante l’espirazione, quando il suono cessa inspirate con calma e ricominciate, osservate se dopo un po’ di ripetizioni riuscite a prolungare il suono.state attenti ad un forzarlo, forzare il suono o il respiro serve solo a serrare la gola e produrre tensioni. Potreste riscontrare che la vostra voce comincia a tremare verso la fine del suono. Forse comincerete a singhiozzare, va benissimo, lasciatevi andare e fatevi un bel pianto se vi riesce facilmente. Il pianto può fare per la vostra respirazione più di qualunque altro esercizio.

 

 

Esercizio due: stando seduti, inspirate e poi emettete un suono continuo ( ad esempio usando le vocali, ooooooooo,aaaaaaaaaa,eeeeeeeee,iiiiiiiii,uuuuuuuuuu), tenendo d’occhio la lancetta dei secondi, se non riuscite a tenere il suono per almeno 20 secondi avete dei problemi di respiro. Per migliorare la respirazione ripetete regolarmente l’esercizio cercando di aumentare il tempo di tenuta del suono, il vostro corpo reagirà respirando intensamente per reintegrare l’ossigeno nel sangue. La respirazione intensa attiva i muscoli pettorali irrigiditi che avranno modo di rilassarsi. Procedendo in questo modo potrà capitare anche di gridare o di lasciare andare un lamento represso, o di piangere.

Esercizio tre: sempre seduti, respirate normalmente per un minuto, poi cominciate ad emettere un gemito. All’inizio potrà sembrarvi difficile, ma con un po’ di pratica ci riuscirete.

Esercizio 4: seduti su una sedia alzate le braccia e stiratevi all’indietro facendo un arco con la schiena. Eseguite un bello stiramento e mantenete la posizione per circa trenta secondi. Ciò facendo, respirate senza sforzo e profondamente attraverso la bocca. Avete sentito se la vostra schiena era tesa o rilassata? Avete provato dolore ? riuscivate a respirare bene e facilmente in quella posizione? Quando avete esteso le braccia all’indietro, avete sentito qualche tensione alle spalle? Rifate questo esercizio più volte fino a trovare un miglioramento.

Esercizio 5: in piedi. Assumete la posizione di base (grounding) con i piedi distanziati a livello delle spalle, le punte leggermente inclinate verso l’interno, le ginocchia leggermente flesse, la pancia rilassata, ed il bacino spinto all’indietro. Spalle e braccia rilassate. Mettete le mani lateralmente a livello della gabbia toracica ed espandete il respiro. Ripetere alcune volte.

Esercizio 6 : in piedi, assumete la posizione di base, guardate la spalla sinistra ruotando la testa a sinistra, fin dove vi riesce . in questa posizione respirate più volte e cercate di sentire la tensione muscolare scorrere dalla base del cranio alle spalle. Ruotare nello stesso modo la testa a destra e cercate di ripetere più volte. Sollevate poi all’altezza delle spalle le braccia con i gomiti piegati e distendetele lateralmente. Ruotate il corpo quanto più potete verso sinistra e in questa posizione respirate più volte. Ripetete la rotazione verso destra e respirate più volte. Sentite quanta tensione avete nei muscoli del dorso e nel bacino? Riuscite a stare nella posizione di base e sentire il pavimento con i piedi?

Esercizio 7: in piedi. Assumete la posizione di base, inspirate sollevando lateralmente le braccia sopra la testa .

Fate una pausa di alcuni secondi trattenendo il respiro e quindi piegatevi velocemente in avanti espirando con la bocca aperta ed emettendo un suono. Inspirando risollevatevi portando le braccia sopra la testa e quindi espirando abbassatele lungo il corpo. Ripetete più volte.

Esercizio 8: mettetevi in piedi, inspirando andate sulle punte dei piedi, espirando cadete sui talloni mantenendo le gambe flesse, ripetere più volte.

Esercizio 9: in piedi dondolare andando dalle punte dei piedi ai talloni, le braccia sono rilassate, si inspira quando si è sulle punte e si espira quando si è sui talloni le gambe sono leggermente flesse.

Esercizio 10: state in posizione eretta con i piedi distanziati di circa 45 cm e le dita leggermente rivolte in dentro.

Adesso ponete entrambi i pugni con le nocche rivolte verso l’alto, contro le reni. Piegate entrambe le ginocchia, quanto più potete senza sollevare i talloni dal pavimento. Inarcatevi all’indietro sopra i pugni, ma assicuratevi che il vostro peso rimanga avanti sugli avampiedi. Respirate profondamente nel ventre.

Sentite qualche tensione sul fondo schiena? Se sì, questo indica la presenza di una considerevole tensione in questa parte del corpo.

Sentite qualche dolore o tensione sulla parte frontale delle cosce o sopra le ginocchia? Se le gambe sono rilassate, non dovreste sentire alcuna tensione, eccetto che alle caviglie ed ai piedi che sostengono il peso del corpo. Cominciano a vibrare le gambe? Siete capaci di mantenere un arco perfetto? Il vostro sedere è tirato indietro o spinto in avanti? In entrambi i casi avete rotto l’arco e l’energia e le sensazioni non fluiranno nei piedi.

Ricordate che le ginocchia sono gli ammortizzatori del corpo, se le ginocchia sono serrate , quando si è sottoposti ad una pressione, la forza energetica sviluppata da questa non si scarica nel terreno ma rimane intrappolata nel fondo della schiena, producendo una condizione di stress che darà luogo a disturbi nella zona lombo- sacrale.

Esercizio 11: ecco un altro esercizio che vi aiuterà a respirare in modo spontaneo. Mentre state distesi sul pavimento, sollevate le gambe in aria. Le vostre ginocchia dovrebbero essere leggermente flesse, piegate le caviglie e spingete in alto i talloni. Le gambe dovrebbero essere leggermente flesse. Piegate le caviglie e spingete in alto i talloni. Le gambe dovrebbero cominciare a vibrare, mantenete le gambe in vibrazione con i talloni spinti verso l’alto. Osservate che la vostra respirazione sta diventando più profonda. Siete riusciti a far sporgere in fuori il ventre? Potete far questo tenendo i glutei contro il pavimento, osservate anche che la vostra respirazione è stata stimolata dalla vibrazione delle gambe. Dopo aver fatto l’esercizio per un minuto mettete di nuovo i piedi sul pavimento ed osservate come è ora la vostra respirazione.

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